Pomodoro di Fiaschetto

Ingrediente a sostegno della biodiversità, intesa come l’attività di preservare varietà agro-alimentari legate ad un tipico territorio dalla loro estinzione causata dal massiccio utilizzo dei processi industriali, che impongono prodotti più richiesti dal mercato a discapito della biodiversità, e favorirne quindi la loro ri-coltivazione.

A salvaguardia della biodiversità dell’area protetta è stato avviato anche un nuovo progetto: il recupero dell’ecotipo locale di pomodoro “fiaschetto”. Questo pomodorino, dolce, succoso, serbevole, fa parte della storia gastronomica delle terre pugliesi: era la base per la passata che tutte le famiglie, anche quelle urbane, si producevano per l’inverno. Non era pensabile utilizzare un altro tipo di pomodoro, magari più famoso, come il san marzano: nel Brindisino il sugo rosso della pasta è quello che deriva dalla passata di fiaschetto. Eppure, nonostante questo radicamento, il pomodorino rischiava di sparire: troppo dispendiosa la coltivazione e soprattutto la raccolta, troppo scarsa la quantità di raccolto rispetto alla redditività dei moderni ibridi da sugo. Di qui la sfida, raccolta dalla Riserva Naturale di Torre Guaceto, da un vivaista sensibile ai ragionamenti sulla biodiversità e da un agricoltore disposto al rischio della coltivazione organica dei pomodorini: perché così è stato deciso, quel che si coltiva nel parco deve essere biologico.

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